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mercoledì 11 gennaio 2012

I bari


 I bari

Caravaggio, I bari
Caravaggio – I bari -  1594 -  Fort Worth (Texas), Kimbell Art Museum.


Questo bel dipinto è stato realizzato dal noto pittore italiano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Milano, 28 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610) su commissione del  cardinale Francesco Maria Del Monte. 

Ebbe grande fortuna e fu notevolmente copiato da  numerosi artisti contemporanei.

Caravaggio in questa particolare scena crea uno spazio illusorio che riflette sia le espressioni sia la gestualità dei soggetti, lasciando libera l’interpretazione allo spettatore. 

Prevale il buio, quasi a velare la verità, l’unica fonte di luce proviene dall’esterno ed avvolge i giocatori in un’atmosfera chiara e luminosa. Si vedono due giovani che giocano a carte in presenza di un baro che appoggia l’imbroglione.

L'imbroglione è rappresentato di spalle, permettendo così allo spettatore di notare che sta estraendo alcune carte dalla tasca posteriore. Dietro il tavolo c'è il giocatore, ancora più lontano si trova il "baro", intento a spiare le carte del giocatore.

Io, in questo dipinto leggo un profondo messaggio morale.

In effetti, la scena, così teatralmente raccontata, è avvolta da un’atmosfera ambigua, alterata da ingannevoli gesti e meri pensieri. 

Per ridurre il conflitto tra il mero e l’inganno, interviene un’intensa luce, proveniente dall’esterno. Quasi, speranza di salvezza! 

Chiaramente la luce simboleggia la verità. 

Una verità  che s’intrufola da una finestra per portare chiarezza tra il gruppo. Colpisce per metà i volti artificiosi dei due giocatori che cercano di imbrogliare il giovane, e quasi in modo integrale, quello del giovinetto ben vestito rappresentato nell’atto di scegliere la carta. 

L’atto dell’inganno è svelato in modo chiaro dalla luminosità della luce. 

Una scena che sembra condannare il malcostume, il vizio del gioco, la tendenza all’imbroglio e la malvagità umana. 
 

La stessa scena sembra risolvere il dilemma allo spettatore: la furbizia e la malvagità del ladro vengono scoperte da un’intensa luce che colpisce in modo diretto il viso del giovane, lasciandolo meditare sull’imminente inganno.


Elvira



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