sabato 31 marzo 2012

La Domenica delle Palme


Gesù entra in Gerusalemme

Giotto (1267-1337), Cappella degli Scrovegni, Padova, Ingresso in Gerusalemme di Cristo.


La Domenica delle Palme segna quasi la conclusione del lungo periodo quaresimale (iniziato con il Mercoledì delle Ceneri). La comunità cristiana si prepara alla meditazione sui drammatici eventi della Settimana Santa.
Vengano ricordati gli ultimi giorni terreni vissuti da Gesù, le Sue sofferenze fisiche subite ingiustamente, la salita al Calvario, le Sue cadute, la Crocifissione, la Morte, la Sepoltura ed infine la Sua Risurrezione.

La Domenica delle Palme o «della Passione del Signore» unisce insieme il Trionfo regale di Cristo e l'annuncio della Passione.

La Settimana Santa si apre con Domenica delle Palme ed assistiamo all'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, in sella ad un’ asina, osannato dalla folla che lo accolse trionfalmente come Messia salutandolo con rami d’ulivo e di palma, in segno di pace e gioia. 

L’evento è descritto da tutti e quattro i Vangeli: Matteo 21,1-11; Marco 11,1-10; Luca 19,29-44; Giovanni 12,12-15.

I Vangeli narrano che giunto Gesù con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme (era la sera del sabato), mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui; se qualcuno avesse obiettato, avrebbero dovuto dire che il Signore ne aveva bisogno, ma sarebbero stati rimandati subito.

Dice il Vangelo di Matteo (21, 1-11) che questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) “Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma”. I discepoli fecero quanto richiesto e condotti i due animali, la mattina dopo li coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme. Qui la folla numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!”.

A questa festa che metteva in grande agitazione la città, partecipavano come in tutte le manifestazioni di gioia di questo mondo, i tanti fanciulli che correvano avanti al piccolo corteo agitando i rami, rispondendo a quanti domandavano “Chi è costui?”, “Questi è il profeta Gesù da Nazareth di Galilea”.


 Mosaico della Cappella Palatina, Palermo, Ingresso di Gesù a Gerusalemme


Ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme

12 Il giorno seguente, una grande folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13 prese dei rami di palme e uscì incontro a lui, gridando:«Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!». 14 E Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra come sta scritto: 15 «Non temere, o figlia di Sion; ecco, il tuo re viene, cavalcando un puledro d'asina». (Dal Vangelo secondo Giovanni 12,12-15)


È tradizione ogni anno custodire nelle proprie case dei rami benedetti.  
Sui sagrati di  tutte le chiese, si celebra il rito della benedizione di palme e ramoscelli d’ulivo.
Vengono scelti i rami più teneri delle palme per realizzare, con l’ausilio della fantasia, dei veri capolavori: croci, trecce, spighe, cestini, etc.  
I rami delle palme vengono lucidati, intrecciati e infiocchettati.

Le palme simboleggiano la vittoria di Cristo Re e il ramoscello d’ulivo, la pace.




Orémus
Auge fidem in te sperantium, Deus, et supplicum preces clementer exaudi, ut, qui hódie Christo triumphánti pálmites exhibémus, 
in ipso fructus tibi bonórum óperum afferámus.
Qui vivit et regnat in sæcula sæculórum. Amen.

 

Preghiamo
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te, e concedi a noi tuoi fedeli, che rechiamo questi rami in onore di Cristo trionfante, 
di rimanere uniti a lui, per portare frutti di opere buone. 
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.



Felice Domenica delle Palme a Tutti

Elvira Nania


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