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mercoledì 1 agosto 2012

Tour Culturale in Sicilia - Parte I


Un meraviglioso e affascinante viaggio nel Mediterraneo



«
 E oltre l'Italia c'è la Sicilia, la terra più fiorente e bella che si conosca. Là ci sono la possente Siracusa e Agrigento, Gela e Selinunte […] »

(Alessandro I d'Epiro mostrando ad Alessandro Magno il mare Adriatico, in Valerio Massimo ManfrediRomanzo di Alessandro)

La Sicilia è una delle isole più belle e più caratteristiche del Mar Mediterraneo e, per le sue peculiarità naturali e paesaggistiche, offre uno dei migliori scenari culturali, storici nonché mitologici del tempo.
Sin dalla preistoria, la nostra isola è stata meta preferita di molti popoli stranieri, attratti dalla bellezza ambientale e dalla posizione geografica arrivavano da tutte le parti del mondo. Greci, Cartaginesi, Arabi, Normanni e Svevi hanno lasciato innumerevoli testimonianze delle loro vicende storiche e culturali. L’avvicendarsi di queste diverse civiltà ha reso la Sicilia ricca di segni che il tempo ha conservato sino ai nostri giorni. 

Lo sapevate che la Sicilia è la Regione con la più alta concentrazione di siti inseriti nella World Heritage List "Lista del Patrimonio dell'Umanità" dell’UNESCO ?  Segno e testimonianza della più grande stratificazione culturale dell’intero pianeta.

Cinque sono i nostri siti archeologici e monumentali che occupano un posto prestigioso di rappresentanza culturale della nostra splendida Isola nella WHL dell’UNESCO.

1. La Valle dei Templi di Agrigento
2. La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina
3. Le Isole Eolie 
4. La Val di Noto
5. Siracusa e Pantalica 

Ai suddetti siti, Patrimonio Materiale dell'Umanità, si affianca un  altro capolavoro artistico che, inserito nella Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità,  rappresenta una delle antiche tradizioni storico -culturali tramandate nel corso delle generazioni: L'Opera dei Pupi Siciliani unico esempio di tradizione ininterrotta. 

Il 18 maggio 2001 l'UNESCO ha riconosciuto, l'Opera dei Pupi Siciliani, Patrimonio Immateriale in quanto "Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità".

L'UNESCO ha cercato di salvaguardare anche questo Bene Culturale per evitarne la scomparsa, allo stesso modo di come è stato già fatto per i beni materiali.



L'Opera dei Pupi nata in Sicilia agli inizi dell'800, godeva allora un grande successo tra la classe operaia dell'isola. I burattinai raccontavano storie di letteratura cavalleresca medievale, recitavano poesie italiane del Rinascimento, narravano vita di santi e di famosi banditi. I teatrini, erano spesso a conduzione familiare; la scultura, la costruzione e la pittura delle marionette, rinomate per le intense espressioni, venivano realizzate dagli artigiani con metodi tradizionali. Gli spettacoli teatrali si tenevano in numerose serate, divenendo occasioni di ritrovo sociale.

 L'Opera dei Pupi divenne l'Arte di Animare le Cose e  si colloca nella categoria del teatro epico popolare, per la sua esclusiva struttura stilistica e figurativa, per la rappresentazione, in maniera sublime dello spirito epico, eroico e cavalleresco nonché di tutta la serie di valori morali, coraggio, lealtà, amicizia, amore di cui andavano fieri i Pupi.

Pupi (dal latino pupus, i , in dialetto "bambini") sono caratteristiche marionette del teatro epico popolare che, venuto probabilmente dalla Spagna di Don Chisciotte, operò a Napoli e a Roma e dalla prima metà dell'Ottocento, in Sicilia, dove raggiunse il suo massimo sviluppo.
Protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini, le loro gesta sono trattate attraverso la rielaborazione del materiale contenuto nei romanzi e nei poemi del ciclo carolingio. 



Riccamente decorati e cesellati, con una struttura in legno, i Pupi avevano delle vere e proprie corazze e variavano nei loro movimenti a seconda della scuola di appartenenza, Palermo, Catania, Siracusa.

Il Puparo curava lo spettacolo, la sceneggiatura, le marionette e con un timbro di voce particolare riusciva a rendere suggestive le rappresentazioni epiche, con pathos ed ardore. 
I pupari, pur essendo molto spesso analfabeti, conoscevano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme Liberata e l'Orlando Furioso. 

Per secoli i Pupi Siciliani abilmente animati da generazioni di pupari, hanno costituito una particolare fonte di istruzione e un motivo di svago e di divertimento per diverse classi sociali. 
In un primo momento, come già detto, la loro opera fu apprezzata solo dalle classi più umili, in seguito, anche da quelle appartenenti all'alta borghesia e da semplice tecnica , ben presto, divenne studio professionale che portò alla perfezione gestuale ed interpretativa dei pupari. 

Altra peculiarità dei Pupi Siciliani è data dal fatto che ciascuno di essi è un'opera unica, una scultura di legno, metallo e stoffa, mossa da due aste metalliche, una sulla testa e l'altra sulla mano destra e, da alcuni fili, generalmente, di spago, differenziandosi ancora dalle tradizionali marionette più piccole e mosse solo da due fili. 
Ogni pupo rappresentava tipicamente un paladino, distinguibile dalla corazza e dal mantello e gli spettatori usavano parteggiare per l'uno o per l'altro. 

Le figure più amate erano quelle di Orlando, Rinaldo, Carlo Magno e la bella Angelica.

Oltre ai pupari ancora attivi nell'isola, vi sono anche dei Musei che custodiscono l'antica tradizione dell'Opera: il Museo delle Marionette di Palermo (MiMa); il Museo dei Pupi Siciliani di Caltagirone e il Museo dell'Opera dei Pupi di Sortino. 

Lo straordinario spessore culturale dell'Opera dei Pupi ha fatto si che nell'ottobre del 2001 essa fosse inserita nelle WHL dell'UNESCO e accostata ad altre espressioni artistiche a livello internazionale.

Elvira Nania 


N.B. I Post successivi saranno dedicati ai 5 siti archeologici e monumentali inseriti nelle WHL dell'UNESCO e alle spiagge più belle della Sicilia. 


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